wrong
parole, suoni, fantasmi nella nebbia




sabato, 28 marzo 2009 alle ore 14:05




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sabato, 28 marzo 2009 alle ore 08:36

Nei giorni che vedono l'ascesa al cielo dell'uomo di Arcore, issato dagli angeli su un palco che sembra uscito da un filmato delle dittature del ventesimo secolo, io accolgo la pioggia a bocca aperta, implorando tempeste, tifoni, raggi di sole. Cammini per strada e senti discorsi del cazzo, finisci su un autobus e vorresti chiudere le bocche agli altri, vorresti chiedere a quella giovane madre come fa a crescere dei figli se il suo modello è Alba Parietti, vorresti chiedere a quel lavoratore prossimo alla cassa integrazione come fa a credere alle palle di questi politici, di quella Lega che finge di aiutarlo e che invece lo sta fottendo da anni, vorresti trovare qualcuno che gridasse "mi avete tolto pure la possibilità di morire nella maniera più dignitosa possibile", vorresti trovare gli occhi di qualcuno che come te non ce la fa più a vivere in questo mondo e prova disgusto, fuori posto, fuori tempo.

E in questi giorni ascolto dischi scuri, tenebrosi e qui ci sono le frasi tratte dai loro testi che mi hanno spinto a cercarli, loro sono The Handsome Family. un duo che funziona come una droga per me.

"Nel buio ci sono uccelli che fanno il nido dentro stampelle di legno, bende per occhi, fasciature, colonne vertebrali spezzate e vasi di piante sfiorite"

"Tornando a casa dal lavoro ho visto un daino zoppicare nel parcheggio di un supermercato"

"Quando chiusero l'ultimo centro commerciale, i conigli corsero lungo i corridoi, gli scaffali vuoti risuonarono di sciami di api, l'erba crebbe sulle case e ci fu di nuovo pace nella valle"




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venerdì, 27 marzo 2009 alle ore 08:41

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Il 29 aprile esce questo libro, scritto da una persona che mi conforta spesso.




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mercoledì, 25 marzo 2009 alle ore 10:28

Quando tutto sta per crollare, bisogna sognare che crolli? Oppure cercare di mettere le pezze? Oppure costruire qualcosa di nuovo che non dimentichi il vecchio?

Le stanze di ospedale, i dottori, le infermiere, uccidono più della malattia.

L'assenza di scelte ti riduce a non provare nemmeno più dolore ma solo sconforto.

Non c'è luce.

E non ci sono abissi troppo profondi.

Vorrei essere come uno di quei pionieri che caricavano tutto su un carro e si dirigevano ad Ovest in cerca di un futuro. A costo di finire uccisi, a costo di restare senza niente, a costo di fallire e di scomparire nella polvere del deserto.




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giovedì, 19 marzo 2009 alle ore 08:37

Oggi i sorrisi sono per mio padre....religiosamente è la sua festa....a lui non frega un po' niente di compleanni, onomastici, ricorrenze, se ne sbatte, anche se gradisce, con un'insolita tenerezza per lui, gli auguri, una semplice telefonata, anche una piccolissima fetta di torta...che tra l'altro non può più mangiare. se somiglio fisicamente a mia madre, ho preso da lui il carattere ombroso, le crisi depressive, il desiderio di trascorrere ore e ore in completa solitudine, e la mancanza d'affetto e di comprensione per il denaro. un uomo che da quando è andato in pensione ha dovuto affrontare prove non troppo simpatiche, malattia, la mancanza del lavoro che era la sua vita...il suo lavorare coi colori, coi tessuti, coi giovani da formare, con le fiere della moda dove si perdeva e per giorni non faceva che raccontarti mille storie, mille aneddoti. mio padre è mio nonno. stessa persona. stesso attaccamento alla donna amata. perchè senza mia madre, mio padre morirebbe in due giorni, se non subito. una persona che ha avuto una pazienza col sottoscritto che ha del sacro. di questo lo ringrazio e lo ringrazio anche per i calci nel culo dati, per gli sguardi severi, decisi nei miei momenti neri. lo ringrazio per le gite domenicali sul lago, in montagna, a visitare abbazie, museri, città, castelli. pranzo al sacco, borsa frigo. non lo santifico. ma non mi dispiace conoscere un uomo come lui. perchè prima di essere mio padre, è un uomo. una persona che potreste conoscere anche voi.

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Venti Minuti - Offlaga Disco Pax

Mio padre è morto dopo 54 anni complicati
e un nome difficile da portare come un sorriso mai segnato da dubbi
non andavamo d'accordo
invecchiando trovo in me particolari di lui, alla mia età di adesso:
qualche segno delle mani, un'espressione allo specchio, un tono di voce
questa cosa non mi piace per niente
da quando se ne è andato ho un'eredità natalizia:
aveva un amico, un milanese conosciuto al servizio militare in Friuli
nei loro vent'anni
era l'inizio degli anni '60 e devono essere stati momenti di grande condivisione
e scoperta del mondo.
Questo tizio io l'ho visto solo due volte, da bambino
gente che aveva più borghesia e più boria di noi
L'ho reincontrato, quell'amico lontano, solo davanti al letto di mio padre morente.
Da allora quell'uomo ha deciso
che io sono mio padre
Ogni anno, la vigilia di Natale, chiama,
parla con me, venti minuti, di cose che non so
e di un periodo in cui non ero ancora nato.
Ha il tono cameratesco che usava con lui
e si sbaglia perfino a chiamarmi per nome.
Mi dice "ti ricordi quello li? quella là?"
esattamente come fossi lui.
Non ho mai condiviso le scelte di mio padre
l'ho odiato cordialmente.
Da sempre.
Ora che non c'è più, sono sereno.
Ho risolto le cose che avevo in sospeso.
Ma ogni anno sento una voce che parla di lui come una persona meravigliosa
e ne parla come non ne ho mai sentito parlare.
Non lo riconosco in quelle storie di amicizia
durata oltre la naturale scadenza.
Resto in silenzio davanti alla devozione di un signore che mi è estraneo.
Che chiama ogni tanto, da molto lontano.
E per pochissimo tempo.
E' una devozione che non è nemmeno paragonabile alla mia.
Che è quasi assente.
Venti minuti.
Non uno di più.
Anche stamattina.
Parla. Racconta. Quasi piange.
Si congeda e mi chiama col suo nome.
Poi si corregge. Mette giù.
Non era con me che voleva parlare.
Non era di me che aveva bisogno.
Mio padre, per tanto tempo,
mi ha telefonato solo una volta all'anno.
La vigilia di Natale.
Era l'unico gesto che si sentiva di fare nei miei riguardi,
vista l'evidente ostilità che gli riservavo.
Quella telefonata, fatta da nove chilometri,
freddi e distanti quanto lo stretto di Bering,
gli costava molto.
Ma non se la negava mai.
Un punto d'onore.
"Ciao figlio, tuo padre sta bene.
Fatti sentire ogni tanto.
Come sta tua madre?
Valla a trovare.
Almeno lei.
Ciao figlio, buon Natale"
Per uno come Metuccio, doveva essere uno sforzo grandissimo.
Ultraterreno.
Talmente grande che ancora non si è esaurito del tutto.





 




venerdì, 13 marzo 2009 alle ore 09:20





 




giovedì, 12 marzo 2009 alle ore 09:52

Leggo su Repubblica Milano che sono partiti i licenziamenti anche nei dipendenti delle agenzie interinali. Non mi chiedete di piangere per loro. Cazzi loro.

e qui un link, su un argomento che mi sta molto a cuore http://www.nativiamericani.it/?p=791

Alela_Dianep





 




mercoledì, 11 marzo 2009 alle ore 09:13

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sabato, 07 marzo 2009 alle ore 08:14

Che sia un momento particolare questo è chiaro...la crisi sta dilagando con tutto quello che comporta e nemmeno paesi come la svizzera che vive sulle sue facilitazioni bancarie, ovvero la possibilità di depositare ogni tipo di soldi coperti dal segreto bancario (sistema mafioso orma messo in crisi dagli altrettanti paraculi Stati Uniti, che per un bel po' di tempo ne hanno bellamente approfittato come un sacco di altre persone/stati)°, e sul suo tenersi fuori dall'europa con una mossa da paraculi, sono al riparo...è una fase storica in cui si sommano situazioni da deriva autoritaria con una frequenza sempre maggiore, operai che stanno perdendo il lavoro caricati dalla polizia, studenti caricati, manifestanti caricati (vedi a bergamo a latere di una manifestazione di Forza Nuova), ronde per le strade (finanziate in alcuni casi anche dal centrosinistra, vedi Penati, presidente della provincia di Milano), criminalizzazioni di popoli, etc etc...e la sinistra è sempre più ridotta al lumicino, marginale...senza più una via...una propria strada....per esempio vorrei sapere: ma dopo l'intervento tenuto da Marco Travaglio giovedì sera ad annozero, c'è ancora qualcuno che è così contento di stare a sentirlo? ha detto delle cose gravissime che aprono la strada a misure sempre più votate al controllo, al giustizialismo sfrenato. eppure queste persone diventano personaggi di riferimento, ricordo ancora delle affermazioni di Beppe Grillo veramente pesanti sui rom.

altro esempio, non ho mai pensato che l'immigrazione sia un fenomeno di facile comprensione, all'acqua di rosa come ci vogliono far pensare tanti radical chic di sinistra, anzi, è un fenomeno complesso e che necessita di un percorso di crescita di ogni singolo individuo. un processo che costa, che ci deve spingere a voler correre dei rischi. a interrogarci su noi occidente, sul modello che proponiamo, sulla decadenza reale dell'Occidente. se vi capita di parlare con persone che arrivano da altri paesi, i dubbi sul nostro mondo crescono ad ogni domanda.

io non ho mai considerato Grillo, Travaglio, quel paraculo di Santoro e compagnia bella vicini a me ma molti di sinistra, votanti o meno, si sono attaccati a loro come koala...in una fase di sconforto, mi piace pensare.

sarebbe ora di aprire gli occhi e salutarli.

una deriva culturale marcata, supportata da televisioni e giornali. basta collegarsi per qualche istante alla tv per infilarsi in discussioni becere fomentate da ignoranti di ogni tipo. la si può spegnere ma è innegabile che la maggioranza delle persone si formi su quel tipo di messaggi, ricostruzioni, affermazioni. un incitamento all'odio, alla violenza con cadenza giornaliera.

e fra i giovani passano queste cose, fatevi un giro, qui, per scoprire una piccola cosa, passata magari inosservata, su un articolo uscito su un giornale per ragazzine, commentato da Andrea Pomini e Loredana Lipperini.

qui  

http://soulfood.blogspot.com/2009/03/la-gioventu-si-sbaglia.html

e poi qui

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/03/06/giornatina/

l'orrendo, a mio parere, sta soprattutto nel modo con cui questi cose vengono trattate. in maniera "figa". si equipara ogni fenomeno, ogni realtà. un calderone globale che toglie ogni punto di riferimento e forma le generazioni più giovani formato Amici/youtube/myspace. 

per tirare il fiato, mi tengo questo oroscopo gentilmente consigliato da un'amica romana: 

 

Gemelli (21 maggio - 20 giugno)

Secondo il genetista John Asara, la gallina è un parente prossimo del Tyrannosaurus rex. Asara è arrivato a questa conclusione esaminando alcune tracce di tessuto osseo di 68 milioni di anni fa. Dovresti prendere spunto da questa teoria, Gemelli. Immagina un paio di cattive influenze che hai subìto in passato, per esempio due tizi veramente cattivi che ti hanno fatto del male e ti hanno spaventato. Immagina che fossero dei tirannosauri. Chiudi gli occhi e fai finta che quei due avessero la testa da uomo e un corpo da bestione preistorico. Ma poi immagina che si siano ristretti e trasformati in due galline che chiocciano e beccano semi nella polvere. Riesci a vederli? Hanno sempre la stessa faccia ma i loro corpi si muovono a scatti e sono coperti di piume.

°(Fra le altre cose ho scoperto che anche l'Egitto è inserito fra i paesi paradisi fiscali e questo mi permette di comprendere la scelta di un paio di signori del mio paese che hanno acquistato delle case a Sharm per poi affittarle ai turisti)





 




giovedì, 05 marzo 2009 alle ore 16:20

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lui è uno dei Manetti...e io sto aspettando il nuovo disco di questo gruppo di amici...germi della casa Subcasotto...dal vivo uno spettacolo...

li trovate qui www.myspace.com/manettimanetti

e il resto delle foto di un loro concerto qui: http://www. flickr. com/photos/n1kophotos/sets/72157614834305784

e già che ci siete e magari avete voglia di farvi altri giri, passate da qua:

http://www.elzeviraillustrator.com/





 




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